Bibbiena – Arezzo (mercoledì, 11 febbraio 2026) — Il cantiere del nuovo asilo nido di Piazza Avis torna al centro dell’attenzione pubblica a pochi mesi dalla scadenza fissata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un’opera indicata più volte come strategica per la comunità, ma che oggi appare in forte difficoltà sotto il profilo tecnico, amministrativo e temporale.
di Alice Grieco
Già nel luglio 2025, durante una seduta del Consiglio comunale, erano state sollevate perplessità sul sostanziale stallo dei lavori. La maggioranza aveva allora fornito rassicurazioni, spiegando che la sospensione era dovuta alla necessità di approvare una variante progettuale “corposa”, da sottoporre al Ministero competente, con tempi di risposta stimati in circa sei mesi. Una scelta che, secondo quanto dichiarato dall’Amministrazione, aveva reso inevitabile il fermo del cantiere in accordo con l’impresa appaltatrice.
A distanza di mesi, però, il quadro che emerge è ben più complesso. La variante in corso d’opera è stata approvata dalla Giunta comunale nel novembre 2025, ma lo stato di avanzamento dei lavori resta limitato: risultano realizzate le fondazioni, la struttura portante e il tetto, mentre mancano ancora le pareti esterne e una parte rilevante delle opere necessarie a rendere l’edificio funzionale. Nonostante l’approvazione della variante, il cantiere è rimasto fermo.
Nel frattempo, il 13 gennaio 2026, il Comune ha avviato formalmente il procedimento di risoluzione contrattuale, trasmettendo l’atto relativo all’inadempimento dell’appaltatore. Nel giro di due settimane si è completato l’iter amministrativo che ha portato alla risoluzione del contratto. Un passaggio che certifica la rottura del rapporto con l’impresa esecutrice e apre una fase particolarmente delicata per il futuro dell’opera.
Il nuovo asilo nido è finanziato con fondi PNRR, che impongono una scadenza non prorogabile: i lavori devono concludersi entro il 30 giugno 2026. A meno di cinque mesi da quella data, il cantiere risulta lontano dal completamento e privo di un esecutore, delineando uno scenario ad alto rischio.
Le conseguenze di un mancato rispetto dei tempi PNRR sarebbero rilevanti: dalla riduzione del finanziamento fino alla sua revoca, con l’obbligo per il Comune di coprire le spese già sostenute con risorse proprie. Un’eventualità che graverebbe sull’intera collettività.
In questo contesto si inserisce anche il dibattito, ancora solo politico, su una possibile proroga delle scadenze PNRR a livello nazionale. Allo stato attuale, tuttavia, non esiste alcun atto formale che consenta agli enti locali di programmare interventi sulla base di un rinvio dei termini. Ogni valutazione responsabile, dunque, deve fare riferimento alle scadenze oggi vigenti.
Tra gli elementi che meritano una riflessione figura anche la scelta, compiuta a monte, di aggiudicare l’appalto con il criterio del massimo ribasso. Una modalità da tempo oggetto di critiche da parte di ANAC e di numerosi organismi tecnici, soprattutto per opere complesse e con tempistiche stringenti, poiché può favorire offerte difficilmente sostenibili e aumentare il rischio di rallentamenti e inadempienze.
C’è infine un aspetto che riguarda la vita quotidiana di Bibbiena Stazione. L’area in cui sorge il cantiere attraversa da tempo una fase complessa, segnata da criticità sul fronte del decoro e della sicurezza. Un cantiere aperto ma fermo da mesi, in condizioni sempre più simili all’abbandono, contribuisce a peggiorare la percezione di ordine e cura del territorio, nonostante i progetti di rigenerazione urbana annunciati dall’Amministrazione.
La vicenda approderà nei prossimi giorni in Consiglio comunale. L’auspicio è che vengano fornite risposte chiare e documentate su tempi, strumenti e garanzie per il completamento dell’opera. Per ora, restano soprattutto le domande, in attesa di chiarimenti fondati su atti concreti e non su semplici rassicurazioni.
Last modified: Febbraio 11, 2026


