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Arezzo-Vis Pesaro, la vigilia secondo Bucchi: “Dalla delusione dei playoff è nato un nuovo percorso”

Arezzo (martedì, 9 settembre 2025) – Alla vigilia della terza giornata di campionato, disputata allo stadio Comunale alle 17.30, Cristian Bucchi aveva scelto parole dense di significato per introdurre la sfida tra Arezzo e Vis Pesaro. L’allenatore degli amaranto aveva sottolineato come il ricordo dei playoff della scorsa stagione non avesse rappresentato una conclusione, bensì l’inizio di una fase nuova e più consapevole. “Quella sera – aveva dichiarato – non si era chiuso nulla: era cominciato tutto”.

di Alice Grieco

Il tecnico aveva rievocato l’eliminazione con toni duplicità: amaro il risultato sportivo, ma dolce il legame definitivo che si era rinsaldato con la tifoseria. In quel contesto si era collocata la partenza brillante dell’Arezzo, capolista del girone B grazie ai successi contro Forlì e Pontedera, a fronte dei due pareggi conquistati dai marchigiani. “L’avvio di stagione – aveva aggiunto Bucchi – ci aveva dato fiducia e serenità. Il primato era motivo di soddisfazione, ma non un traguardo: lo interpretavamo come stimolo, da vivere con entusiasmo e senza cadere nella trappola dell’euforia”.

L’entusiasmo era stato testimoniato anche dai dati della partecipazione popolare. Alla vigilia del confronto, gli abbonamenti avevano superato quota 1.930, mentre la prevendita aveva già registrato oltre mille tagliandi venduti. Lo stesso Bucchi aveva rimarcato come il sostegno della città fosse parte integrante del percorso: “L’euforia appartiene al dopo, quando la storia è scritta; ora era il tempo della fiducia, della condivisione e del senso di appartenenza”.

Il confronto con la Vis Pesaro di Roberto Stellone aveva aggiunto ulteriori motivi di interesse. I precedenti non avevano mai sorriso a Bucchi, ma il tecnico aveva scelto di minimizzare il dato: “Finora aveva vinto lui, ma non era una partita tra allenatori. Ci attendeva una sfida complessa, contro una squadra fisica, organizzata, capace di leggere bene i momenti. La nostra maturità si misurava nella capacità di adattarci subito al contesto della gara, come era avvenuto a Pontedera, affrontando con lucidità e razionalità ogni aspetto”.

Sul piano tecnico, l’assenza per squalifica di Chiosa aveva aperto il ballottaggio tra Arena e Gigli, con il tecnico che non si era sbilanciato, sottolineando il buon rendimento di entrambi in settimana. Non erano mancati riferimenti a singoli giocatori: “Pattarello senza gol non era un limite, ma un dettaglio statistico. Sotto la mia guida era cresciuto più di tutti, decisivo negli assist e nel lavoro per la squadra. Cianci, dal canto suo, aveva offerto una prova di grande spessore: un centravanti capace di dare punti di riferimento, prezioso nelle sponde e nella finalizzazione. Il gol annullato era stato un dispiacere, ma la prestazione restava molto positiva”.

Il quadro della classifica alla vigilia della terza giornata confermava l’Arezzo in vetta a punteggio pieno, inseguito a due lunghezze da Pineto, Ascoli, Juventus Next Gen, Carpi, Gubbio e Sambenedettese. Sullo sfondo, il calendario presentava un turno ricco di incroci significativi: Ascoli-Juventus Next Gen, Carpi-Campobasso, Gubbio-Perugia, Livorno-Guidonia, Pineto-Pontedera, Ravenna-Bra, Rimini-Ternana, Sambenedettese-Forlì e Torres-Pianese.

Intorno alla sfida, la città aveva respirato un clima di festa. Quasi cinquemila persone avevano partecipato alle tradizionali cene propiziatorie nei quartieri, con menù ricercati e ospiti d’eccezione, a testimonianza di come il calcio ad Arezzo non fosse soltanto competizione sportiva, ma anche rito collettivo e occasione di comunità.

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Tag: , , Last modified: Settembre 9, 2025
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