Arezzo (martedì, 5 maggio 2026) — La scuola come luogo di crescita, ma anche come presidio di sicurezza e cittadinanza attiva. È questo il cuore dell’iniziativa presentata questa mattina all’Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo, che punta a diffondere tra i più giovani le competenze salvavita, dall’uso del defibrillatore semiautomatico alle manovre di rianimazione cardiopolmonare.
di Alice Grieco
Il progetto, dal titolo “La Scuola come strumento di educazione alla cultura della rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione: un modello sostenibile e realizzabile con la rete dei Coordinatori e Docenti di Scienze motorie”, si svolgerà il prossimo 4 maggio nella sede della Provincia di Arezzo, dalle 9.15 alle 13, e nasce con l’obiettivo di creare un sistema formativo stabile, concreto e replicabile.
Promossa dalla Provincia di Arezzo insieme a Italian Resuscitation Council, Asl Toscana Sud Est e Ufficio Scolastico Regionale Toscano, l’iniziativa coinvolgerà in prima linea docenti e coordinatori di scienze motorie, figure considerate centrali per trasmettere agli studenti strumenti utili a intervenire in caso di emergenza.
Per Luciano Tagliaferri, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Toscana, la scuola rappresenta il luogo ideale per radicare una nuova cultura della prevenzione. Inserire queste competenze nei percorsi educativi, ha spiegato, significa formare cittadini più consapevoli, responsabili e pronti ad agire quando serve. Un percorso che interessa gli studenti dai 10 ai 18 anni, dalle classi quarte della primaria fino all’ultimo anno delle superiori.
Sulla stessa linea Simone Nocentini, direttore della Centrale Operativa 118 di Arezzo, che ha ricordato quanto la rapidità di intervento sia decisiva in caso di arresto cardiaco. Gli operatori del 118, ha sottolineato, possono guidare telefonicamente chi si trova sul posto, ma è essenziale che dall’altra parte ci siano persone capaci di riconoscere l’emergenza e mettere in pratica le indicazioni ricevute.
Per Anna Canaccini, consigliere della Provincia di Arezzo, il progetto rafforza il legame tra scuola e territorio, offrendo una formazione concreta e immediatamente utile nella vita quotidiana. Un investimento, ha evidenziato, che aumenta la sicurezza collettiva e consolida la collaborazione tra istituzioni, sanità e mondo scolastico.
Chiude il quadro Katya Ranzato, presidente di Italian Resuscitation Council, che lancia una visione ambiziosa: rendere il primo soccorso una competenza naturale quanto le materie tradizionali. In Italia, ricorda, ci sono oltre quattro milioni di studenti che possono essere formati. Per questo valorizzare il ruolo degli insegnanti, in particolare quelli di scienze motorie, diventa una leva strategica per costruire una società più pronta, solidale e capace di salvare vite.
Last modified: Maggio 5, 2026


