Scritto da 6:48 am Arezzo, Attualità

Arezzo: ipotesi di presenza femminile in un assalto organizzato a una gioielleria, dinamiche, modalità operative e indagini in corso

Arezzo (sabato, 17 gennaio 2026) — Le indagini relative all’assalto alla gioielleria Grotti, avvenuto venerdì 9 gennaio in via Spinello tra le 13.46 e le 13.52, non hanno ancora consentito di definire con certezza la composizione del gruppo criminale coinvolto. Tuttavia, l’analisi preliminare dei filmati amatoriali realizzati dai passanti con i telefoni cellulari ha aperto alla possibilità che tra i componenti del commando vi fosse anche una donna. Tale ipotesi si fonda sull’osservazione delle movenze di una delle persone mascherate, apparse meno riconducibili a una gestualità tipicamente maschile, ma resta allo stato congetturale e oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi.

di Alice Grieco

Il numero complessivo dei responsabili non è stato ancora definito con precisione: secondo gli inquirenti potrebbero essere stati quattro o cinque soggetti, tutti coinvolti in un’azione estremamente rapida e coordinata, condotta in pieno giorno e in un’area frequentata da passanti. L’assalto, caratterizzato da modalità che richiamano un’azione cinematografica, si è svolto all’interno di una nube artificiale generata mediante l’uso di un estintore, mentre l’allarme del negozio risuonava in sottofondo.

Il bottino è stato stimato in circa 700 mila euro, cifra che potrebbe tuttavia risultare inferiore al valore reale della refurtiva. Si tratta di un colpo durissimo per i titolari dell’esercizio, Mauro Grotti e la moglie Maria Celeste, i quali, pur coperti da assicurazione, si trovano ad affrontare danni materiali rilevanti e un futuro economico incerto.

L’attenzione investigativa si è concentrata in modo particolare sul veicolo utilizzato per la fuga: un’Audi di colore grigio scuro, al momento non rintracciata, che sarebbe stata lasciata temporaneamente in mezzo alla carreggiata e poi utilizzata per allontanarsi rapidamente nel traffico cittadino, con un ultimo avvistamento segnalato nella zona di Giotto. All’interno dell’auto sarebbe stato trasportato l’intero bottino. L’utilizzo di targhe false e la possibile connessione del mezzo con episodi analoghi avvenuti in diverse regioni italiane – dal Lazio al Veneto, dall’Emilia-Romagna alle Marche e all’Umbria – suggeriscono l’operatività di una banda altamente specializzata e itinerante.

Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal dottor Davide Comito, stanno conducendo un lavoro minuzioso di ricostruzione dei fatti, basato sull’analisi delle immagini, dei movimenti del veicolo e di ogni possibile traccia lasciata durante la pianificazione o l’esecuzione del colpo. In questo contesto, anche elementi apparentemente marginali, come il numero di targa parzialmente annotato da alcuni testimoni, potrebbero rivelarsi decisivi.

Le modalità dell’assalto confermano l’elevato livello di professionalità del gruppo: i malviventi conoscevano con precisione il valore del negozio e hanno agito con tempistiche rigidamente calcolate. In poco più di un minuto e mezzo, come rilevato dai sistemi di vigilanza, sono state svuotate quasi completamente le vetrine interne e il bancone, mentre le casseforti non sono state aperte per mancanza di tempo. Il vetro antisfondamento della vetrina esterna ha resistito, ma l’accesso al locale è stato comunque forzato mediante l’uso di attrezzi da scasso, tra cui un divaricatore, un piede di porco e un piccone.

Ogni contenitore sottratto, visibile nei filmati, custodiva gioielli per un valore stimato di circa 60 mila euro, oltre a pietre preziose di elevato pregio. Se la presenza di una donna tra gli autori del raid rimane un’ipotesi non confermata, essa rientra a pieno titolo nel ventaglio delle piste investigative attualmente esaminate, insieme all’uso dell’estintore sia come strumento di copertura visiva sia come mezzo di intimidazione nei confronti di una guardia giurata presente in zona.

L’inchiesta prosegue, nella consapevolezza che la soluzione potrebbe emergere da un singolo dettaglio o da un errore commesso dai responsabili durante l’azione o nella fase preparatoria, secondo una dinamica tipica delle indagini su reati organizzati di elevata complessità.

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Last modified: Gennaio 17, 2026
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