Arezzo (venerdì, 18 luglio 2025) — A pochi giorni dall’annuncio che ha scosso la comunità aretina, un gesto di umanità e responsabilità istituzionale ha gettato un raggio di speranza su una vicenda che sembrava segnata. All’indomani della notizia, riportata dal Corriere di Arezzo, riguardante la prossima chiusura della storica rosticceria “La Griglia”, attiva sin dal 1968 in via Vittorio Veneto, un consigliere comunale ha deciso di compiere un’azione concreta: offrire un’opportunità lavorativa a Luca De Palma, figlio del titolare Antonio, che rischia di ritrovarsi disoccupato a 56 anni, a soli sei dalla pensione.
di Alice Grieco
Il gesto, compiuto con discrezione e richieste di anonimato, è stato il primo segnale tangibile di una città che, pur ferita dalla possibile perdita di uno dei suoi esercizi più rappresentativi, non è rimasta indifferente. «Preferisco non entrare nei dettagli – ha dichiarato il consigliere – ma c’è una concreta possibilità in ambito ristorativo. Per ora mantengo il riserbo, anche per una questione di scaramanzia». È bastato questo per far comprendere che dietro le parole si cela un’azione reale, generosa, che Luca ha accettato con gratitudine. I due si incontreranno nei prossimi giorni per valutare insieme i prossimi passi.
La notizia della probabile chiusura della rosticceria ha suscitato un’ondata di emozioni e reazioni, in particolare sui social, dove centinaia di cittadini hanno espresso il loro dispiacere. In molti hanno ricordato i pranzi veloci consumati al banco, le cene in famiglia con i piatti pronti della Griglia, il profumo familiare che da decenni si diffonde lungo la via centrale, proprio di fronte alla piazza principale della città.
Fondata nel 1968 da Antonio De Palma, che allora decise di lasciare il lavoro da cameriere per mettersi in proprio, La Griglia è diventata nel tempo un punto di riferimento per la ristorazione locale. Il locale, rimasto quasi immutato nell’arredo e nell’atmosfera, è riuscito a coniugare la praticità del take-away con la qualità di un servizio da trattoria. Ma il tempo ha presentato il conto: la stanchezza, l’età avanzata del titolare e di sua moglie Rina, e la difficoltà nel trovare una gestione disposta a rilevare l’attività, hanno portato alla difficile decisione.
Il cartello “Vendesi” è comparso alla fine del 2023, con una richiesta economica di 35 mila euro, cifra definita “trattabile”. Paradossalmente, quando inizialmente il prezzo era più basso, i pochi interessati lo giudicavano “troppo conveniente per essere vero”, spingendo Antonio ad alzarlo. Un’ironia amara, che riflette le contraddizioni del mercato e della percezione del valore delle cose.
Il 27 luglio è stato fissato come giorno limite. Se entro quella data non si concretizzerà una cessione, La Griglia chiuderà definitivamente i battenti. Tuttavia, negli ultimi giorni, dopo la risonanza mediatica della vicenda, diversi potenziali acquirenti hanno manifestato interesse. Trattative sono in corso, nella speranza che uno spiraglio si apra e che la storia possa proseguire sotto nuove mani, magari nel segno della continuità.
Nel frattempo, il gesto del consigliere comunale, silenzioso e autentico, ha acceso una luce sul valore delle relazioni umane e sulla capacità delle istituzioni – anche attraverso i singoli rappresentanti – di intervenire con sensibilità laddove le dinamiche del mercato mostrano il loro lato più duro. È il segnale che una comunità può ancora farsi carico delle proprie storie, dei propri simboli e delle persone che vi hanno dedicato una vita. In attesa che le trattative si evolvano, restano la speranza e la consapevolezza che, anche nella crisi, il senso civico può fare la differenza.
Tag: gesto silenzioso, offerta di lavoro, storica rosticceria Last modified: Luglio 18, 2025

