Arezzo (martedì, 24 febbraio 2026) — Le campagne e i territori interni attraversano una stagione complessa. Spopolamento, invecchiamento demografico e progressiva riduzione dei servizi stanno mettendo a dura prova l’equilibrio sociale ed economico delle aree rurali. Eppure, tra borghi e vallate, non mancano risorse capaci di trasformarsi in leve di sviluppo: patrimonio ambientale, tradizioni culturali, coesione comunitaria e nuove energie imprenditoriali.
di Alice Grieco
È il messaggio emerso nel corso del Seminario Internazionale di Studi Europei promosso dal Movimento Cristiano Lavoratori, dove il tema della rigenerazione delle aree rurali è stato al centro del confronto tra studiosi, rappresentanti istituzionali e realtà associative.
A intervenire è stato anche Maurizio Pagliai, presidente di MCL Arezzo, che ha posto l’accento sulla necessità di un’alleanza strutturale tra soggetti pubblici e privati. “Non possiamo limitarci a chiedere ai giovani di restare nei loro territori – ha sottolineato –. Dobbiamo costruire le condizioni perché rimanere sia una scelta consapevole e sostenibile, non un sacrificio. Questo significa attivare una collaborazione stabile tra istituzioni, imprese e terzo settore”.
Secondo Pagliai, il ruolo delle istituzioni è decisivo nel garantire quei servizi che rendono un territorio realmente vivibile: trasporti efficienti, connessioni digitali adeguate, servizi essenziali e un sistema fiscale capace di sostenere chi investe. “Troppi giovani – ha evidenziato – dopo aver messo in campo entusiasmo e creatività nelle proprie iniziative imprenditoriali, si sono trovati schiacciati da burocrazia e pressione fiscale. Così progetti innovativi, potenzialmente strategici per i territori, sono stati costretti a fermarsi”.
Al tempo stesso, le imprese sono chiamate a un salto di qualità, puntando su innovazione e nuove filiere produttive. Dall’agroalimentare al turismo sostenibile, dall’energia rinnovabile al digitale, le aree rurali possono diventare laboratori di sviluppo integrato, capaci di coniugare tradizione e tecnologia.
Un capitolo centrale riguarda il terzo settore. “È qui che MCL può svolgere un ruolo determinante – ha spiegato Pagliai –. Le associazioni contribuiscono a ricostruire legami sociali, riattivare spazi, creare servizi di prossimità e accompagnare i giovani che vogliono mettersi in gioco”. I circoli dell’associazione, presenti anche nelle zone più fragili dell’entroterra, vengono indicati come presìdi territoriali in grado di sostenere idee e percorsi imprenditoriali, offrendo orientamento, formazione e reti di contatto.
La sfida, conclude Pagliai, non è soltanto economica ma culturale: riportare centralità alle aree rurali significa riconoscerle come luoghi di vita dignitosa, innovazione e opportunità. Perché il futuro delle comunità passa anche dalla capacità di fare squadra e di trasformare le fragilità in occasioni di crescita condivisa.
Last modified: Febbraio 24, 2026


